Progresso, mistero e sentimenti per "Il sogno di Nova"

23.03.2021
Ciao Readers. 

Eccomi qui, con gli occhi lucidi dopo aver divorato Il sogno di Nova, una storia a metà tra la letteratura contemporanea e quella sci-fi che mi ha rubato definitivamente il cuore.


Titolo: Il sogno di Nova 
Autore: Massimo Valentini 
Casa Editrice: Saggese Editori
Genere: Sci-fi

Trama:

Anno 2446 d.C. Sotto la pioggia scrosciante di un mondo oscuro, dominato dalla robotica e dall'unione tra la carne degli esseri umani e il silicio dei computer, essere interi è un vero e proprio stigma e tutti sfoggiano il proprio status di persone potenziate da arti meccanici e organi artificiali. In questa società ipertecnologica e artefatta esiste, però, una donna diversa sia dalle macchine che dagli esseri umani. Preziosa per alcuni e pericolosa per altri, Nova è inseguita da individui spietati che cercano di ucciderla, di coglierne il segreto, e da altri che tentano di salvarla. Nella corsa per sfuggire a un mondo ostile che non riconosce, interroga se stessa sul confine tra ciò che è umano e ciò che non lo è, tra chi è in grado di provare vere emozioni e chi di riprodurne una squallida imitazione. Solo quando un nuovo sentimento sboccia nel suo cuore, la ragazza conoscerà il segreto fatto di "femminilità e fuoco", che la porterà a scelte radicali pur di veder trionfare il suo sogno radioso sull'oscurità delle macchine.

Recensione:

Resistere alle premesse di questo romanzo, per chi come me è affascinato dalla fantascienza e dalla narrativa contemporanea, è praticamente impossibile. "Il sogno di Nova", si presenta come una storia accattivante e futuristica che esplora i meandri della natura umana mescolandoli a quelli della fantascienza. E io, ai romanzi che scavano nelle emozioni per mostrarcele attraverso gli occhi di un'intelligenza artificiale, proprio non so dire di no. Per fortuna, aggiungerei. Sì, perché è grazie alla mia passione verso la fantascienza mescolata alla realtà, che ho avuto modo di imbattermi in una lettura tanto commovente, dolceamara e indimenticabile! Da sempre la fantascienza ci abitua a pensare alle macchine come uno specchio su cui riflettiamo la nostra ansia di perfezione e assoluto. Lo fa anche il romanzo di Valentini, ma da una prospettiva nuova.

Questo è un libro molto sorprendente, carico di colpi di scena e rivelazioni. Uno scrigno di sorprese e sensazioni che, muovendosi sul filo sottile che separa la nostra realtà da un ipotetico prossimo futuro in cui i robot faranno parte della nostra vita quotidiana, ci regala una piccola perla della letteratura fantascientifica così bella e straziante, da riuscire a immaginarla sul grande schermo. Non mi stupirei, infatti, se da questo romanzo fosse tratto un film o, ancora meglio, vista la profondità di tutti i personaggi, una mini serie TV. Sono sicura che sarebbe un successo incredibile. 

Massimo Valentini è riuscito a dar voce a tre protagonisti: Jones, Maximilian e Nova, tanto complessi e diversi tra loro quanto caratterizzati in maniera impeccabile, intessendo le trame di una storia drammatica e dolcissima, che sfiora le corde del cuore. Penso che la vicenda potrebbe non essere così inverosimile come può apparire a prima vista. I progressi tecnologici odierni possono rendere concreti molti degli scenari che il libro descrive.

L'originalità che Valentini infonde a questo romanzo è a mio avviso senza precedenti: la storia infatti si mescola ad una realtà molto simile alla nostra con un'altra in cui la tecnologia sta facendo passi da gigante, tanto da creare una donna in laboratorio, inserire al suo interno, attraverso i sogni, tutti i ricordi e le cose giuste da dire, e quindi creando a tutti gli effetti una macchina evoluta, in grado di inserirsi nel mondo umano.

Quello che invece non accetta la situazione è Maximilian, il quale non nasconde il suo astio nei confronti dei robot e della robotica, perchè vuole gente "intera" al suo posto.

La presenza quindi di tutta questa tecnologia e di conseguenza l'assenza di sentimenti da parte dei robot unita a così tante sensazioni sia di smarrimento che di rabbia che di dolore, creano una combinazione vincente.Ho amato come il personaggio di Maximilian si è comportato a riguardo. Penso che l'autore abbia rispecchiato appieno la reazione di un uomo che è arrabbiato con il proprio padre per essere l'artefice del mondo moderno e di conseguenza abbia bisogno di spazio per comprender ora come sarà la sua vita. 

Proprio il lato egoista di Jones mi ha indotto a pensare quanto sia importante in una famiglia, oltre che in una coppia, il dialogo. Cercare di parlare e confrontarsi non è mai un male e non farlo porta a renderci delle isole, in cui tutto è rinchiuso saldamente dentro noi stessi. Reputo che, per quanto possa essere molto importante il lavoro, la vita non è solo fatta di questo ma anche di altre cose importanti, come la famiglia.

La presenza affettuosa e delicata di Nova pervade tutto il romanzo, permettendo al lettore di conoscerla lentamente, senza fretta, proprio come fa Maximilian, con la sua smisurata bellezza, la sua insicurezza e il suo grande amore per la famiglia.

Una scrittura tesissima quella del Valentini, priva di cedimenti, di una raffinata autenticità capace di rendere ogni singola parola affilata come un coltello.

Con apparente semplicità riesce a donare ad ogni frase un'aura di mistero che lascia intendere sempre di più di ciò che effettivamente troverete scritto. Il realismo magico, qui è portato all'estremo. All'interno del testo, infatti, troverete fatti decisamente concreti e talvolta anche cruenti ma, grazie al modo in cui sono scritti, li leggerete come qualcosa di ineffabile.

Lo stile di questo autore immerge in una bolla; la sensazione può piacere, perché è unica, o infastidire, perché non è abituale o è lontana da ciò che si cerca.Indifferentemente dai gusti, credo che nessuno potrà dire di non aver provato nulla, di positivo o di negativo, leggendolo.L'elemento perno del romanzo è, per me, la sua struttura. Prima di iniziare il capitolo successivo il lettore non saprà mai cosa ci troverà: né come punto di vista, né come struttura narrativa. A lungo andare lo schema si farà più lineare e si comincerà a sciogliere la matassa. Il ritmo del romanzo è veloce e non permette di annoiarsi. Il contenuto del testo è altamente ricercato e colto. L'ambientazione è NewYork. I riferimenti geografici sono tantissimi, così come quelli di strade e mezzi di trasporto, fino ad arrivare al cibo.Fondamentali sono anche quelle che potremmo definire le sotto-ambientazioni, cioè i luoghi effettivi in cui si svolgono le vicende e persino il meteo legato ad alcune vicende.

Questo romanzo finisce con l'essere più uno spunto per riflettere sulla difficoltà dei rapporti familiari e sull'elaborazione di un lutto che sulla pervasività della tecnologia. Come sempre la storia prevede un inizio ed una fine. Il finale potrebbe soddisfare alcuni e deludere altri. Ma penso che dobbiamo rispettare la scelta dell'autore. Un finale agrodolce era forse inevitabile e soprattutto ragionevole.A chi consiglio questo libro? A tutti. Nessuno escluso: qualunque sia la vostra età, che vi piacciano di più i thriller o le storie strappacuore, "Il sogno di Nova" vi si pianterà nella memoria fino all'ultima pagina.Una potentissima storia d'amore, umanità, fantascienza, vita e morte. Un romanzo che non si dimentica.


..."e adesso voleva Nova, la cosa più importante della sua vita. Se l'avesse ottenuta sarebbe stata capace di farla a pezzi lei stessa per scoprirne i segreti (...) ma Nova no. Non l'avrebbe avuta. Fosse stato un artista, sarebbero bastate le sue creazioni a ricordarlo, ma non era stato neanche un buon marito. Ma con Nova aveva una speranza. Lei avrebbe lasciato una traccia per lui. Per ricordare a se stesso di non essere stato un fantasma."

"Il grande Steven Jones, l'uomo che aveva inventato il mondo moderno. Lui che aveva lavorato per regalare nuove speranze all'umanità e che adesso si ritrovava solo e senza più nulla per cui vivere. Uno scienziato brillante e un fallimento come padre. (...)
Si era sempre chiesto quali potessero essere i pensieri di un uomo vicino alla morte. Ora lo sapeva. Al termine della propria esistenza tutto ciò che un uomo porta con sé sono i sentimenti..."

"Il viso era pallido, quasi diafano. Gli occhi sembravano enormi pozze verdi la cui superficie cristallina era increspata da un vento leggero. I capelli erano fradici, ma gli regalavano una sensazione di morbidezza. Denti candidi e piccoli, incorniciati da labbra rese esangui dal freddo."

"Le chiese come si chiamasse. "Nova" (...) Il cuore gli ballava nel petto; la pelle della schiena, il collo erano zuppi di sudore. Si chiese se fosse davvero umana. Se quel viso, quegli occhi, non nascondessero circuiti, fili, polmoni di telskin (...) la sua pelle era morbida e delicata. Niente plastica, nessuna superficie ruvida al tatto. Una donna."

"Io non so cosa sono, ma quello che sono te l'offro tutto." Come in un sogno, lui la fissò.  Erano così vicini. Il cielo sembrava specchiarsi negli occhi di lei, il sole splendeva su un mondo fatto di capelli biondi e morbidi. E l'aria sapeva del suo profumo, di sapone e lucido splendore.

"Nella sua mente un solo pensiero, un unico scopo: avrebbe ucciso chi la seguiva e se lei fosse morta, avrebbe strappato il cielo per restituirle la vita. Per Nova, soltanto per lei, soltanto per amore."

"Cercami nel cielo perché se esiste qualcosa oltre la vita vi guarderò da lì..."

"Il mormorio del vento era la sua voce, la luce delle stelle splendeva nei suoi occhi, il suo respiro lieve portava il profumo di milioni di rose. Era notte, ma sorgeva l'alba di un nuovo giorno. E quando l'ultima delle lacrime di Nova cadde sulla Terra mai più, il mondo, ebbe un dono più prezioso."